ParliamoD

Gli argomenti giusti al momento giusto

Zodiac Maggio 31, 2007

Archiviato in: GrandeSchermo — oltreMi @ 11:20 am

158 minuti. il tempo di immersione in Zodiac. senza fiato per un po’.

Zodiac non è il thriller da mano sugli occhi, ma da mano sulla bocca, perchè ti colpisce quando non te lo aspetti, ti spiazza e ti lascia a bocca aperta. un po’ di sangue schizzato qua e là, ma quanto basta a rendere credibile e avvincente il tutto. credibile ovviamente lo è, perchè è una storia vera, perchè Fincher costruisce bene persone e manìe, come lo ha fatto nei suoi film precedenti.

E poi, onore al merito, mette insieme le migliori espressioni di Donnie Darko e del dottor Greene; e tiene a bada Robert Downey J. in risalita già da Fur e Guida per riconoscere i tuoi santi; e dà spazio quanto merita a Mark Ruffalo, finalmente personaggio e non figurina (e qui ci vorrebbero due cuoricini da cornice… vi lascio però la foto).

 

angstrom Maggio 30, 2007

Archiviato in: fear&loathing — oltreMi @ 11:38 am

L’angstrom è un’unità di misura per le molecole e gli atomi, un’unità di misura fuori dal sistema, utilizzata comunque dagli astronomi per misurare lo spettro visibile, cioè tutto quello che è visibile all’occhio umano. Ma un angstrom di molecola non è visibile all’occhio umano, dunque misuriamo ciò che è visibile con una misura invisibile e nemmeno universalmente accettata.

Lo spazio a pollici, il tempo in attimi, il lavoro in soldi, l’amore in baci. Astrarre, astrarre, fuggire dal contesto numerico, dal bisogno di contare le cose e accumularle. Dire addio alle proprie collezioni, alle somme, alle sottrazioni. All’io soffro di più, io amo di più, io ho fatto di più. Più di niente. Io soffro io amo io faccio io vivo. E basta.

 

Il primo giorno Maggio 26, 2007

Archiviato in: daiBanchi, hardjob, roma — Jo @ 7:45 am

Oggi primo giorno di malattia della mia carriera. Ho un normale raffreddore con febbretta, e tosse e mal di gola da qualche giorno, eppure la preside, quando c’ho parlato al telefono, mi ha detto di stare attenta alla polmonite. “?!?”. Lì per lì mi sono messa a ridere, perché c’è effettivamente una collega con la broncopolmonite, e ho detto qualcosa tipo: “Sì, una ne basta”. Invece lei era seria e mi ha detto di riguardarmi perché ci sono anche degli insegnanti della scuola media con la polmonite!

Poi, durante la telefonata, mamma ha iniziato a battere alla porta sbraitando perché voleva entrare a prendere la radio, e mi è sovvenuto, come direbbe Manzoni*, il racconto della mia amica Marta: chiama un tipo a casa loro, lei è al telefono con lui, casino di sottofondo. Il tipo chiede a Marta se si può un po’ “abbassare la televisione”, perché non sente bene, e Marta: “Certo!”. Poi si gira verso la famiglia: “VOLETE STARE UN PO’ ZITTI?!?”

*Nel Cinque maggio Manzoni scrive: “E dei dì che furono l’assalse il sovvenir”, ovverosia il ricordo, evidente francesismo da “souvenir”. A chi gli criticò la scelta, rispose: “Non mi è sovvenuto niente di meglio” (dopo questo racconto la mia alunna S. (sì, quella del Liverpool), tosta e polemica, ha commentato sonoramente: “Ha fatto bene!”)

 

Io non esisto Maggio 23, 2007

Archiviato in: ioEsisto — Jo @ 9:26 pm

Dopo lunga indecisione, mi sono schierata. Chi tifare? Milan, perché da appartenente a una famiglia romanista certe cose non si dimenticano, e perché il mio alunno E. aveva oggi in classe la maglia rossonera? Oppure Liverpool, perché il Milan è cmq intifabile per i motivi che conosciamo, e perché la mia alunna S. ha prontamente risposto al mio alunno E. :”Manco morta! Stasera tifo Liverpool!”? Insomma la prima scelta era contro il Milan… la scelta immediata, istintiva… ma è pur sempre una squadra italiana… Che fare?

Ma a un tratto ho capito:
la Storia è benigna, e la vita ci elargisce sempre nuove possibilità di crescere e di essere un pochino migliori. Dunque,
la Vita mi stava dando una possibilità di perdonare! Di passare sopra alle vecchie ruggini di decenni, e tifare LIVERPOOL!
Peccato che non sia servito…
Ma d’altronde io non esisto. Come ha detto Berlusconi al Family day, infatti, è impossibile essere cattolici e di sinistra. Dunque io non esisto, e voi mi state leggendo per un bizzarro fenomeno fisico che non saprei spiegare altrimenti che come allucinazione, o una corsa impazzita di elettroni su uno schermo.
Mi sono così tanto arrabbiata, quando ho letto quella dichiarazione, che non ho avuto neanche un attimo, che so, di nausea (sono un po’ ipocondriaca), nessunissima autosuggestione di non esistere veramente, e mi sono messa invece a fare la lista delle persone che conosco che sono effettivamente (e con certezza dichiarata) cattoliche e di sinistra. Beh, almeno in cinque eravamo, scritte su quel foglio…! =)
Dunque direi che ancora per un po’ posso esistere

 

allatta il tuo collega Maggio 21, 2007

Archiviato in: ismi — oltreMi @ 11:01 am

‘Alla donna in orario di lavoro è infatti concesso togliersi il velo, alzare la jallabia (il vestito che la copre dal collo alle caviglie), scoprirsi il seno e allattare il collega maschio.’

Questo per far diventare il collega ‘figlio’ e togliere tutti le eventuali tentazioni di relazioni promiscue sul luogo di lavoro.

Mi stupisco e mi indigno perchè ieri sera nel mio filoislamismo postmarocco decantavo di una terra dove l’islam è moderato, dove i veli si portano, ma soprattutto come necessità, come abiti tradizionali, così come le nostre nonne portavano il fazzoletto in testa per andare in campagna, dove le donne lavorano e vivono occidentalmente, dove la bigamia è illegale e dove sotto il sole portavo veli e palandrane anche io, per sfuggire al caldo, e alla sabbia che ti ritrovi nelle orecchie, nel naso e negli occhi.

E ora invece devo leggere che in Egitto non ci si fida a far lavorare nella stessa stanza un uomo e una donna, che bisogna necessariamente trovare un modo per evitare gli approcci. E allora niente di meglio che un rituale quasi ancestrale, che però può essere sostituito dal somministrare 5 volte al giorno al proprio collega un bicchiere di latte, al posto della poppata vera e propria.

Serve proprio questo per frenare i propri istinti naturali?

 

m’innamoravo di tutto Maggio 17, 2007

Archiviato in: ilSessoDebole — oltreMi @ 12:57 pm

Ho sempre pensato di essere una che non si innamora tanto, che non si innamora mai. E invece ho scoperto da poco che mi innamoro facilmente, di luoghi, cose e persone. Il problema è solo nel comunicarlo, soprattutto alle persone.

In 5 giorni mi sono innamorata di un luogo, di così tante immagini da riempirmi gli occhi e non farmi vedere altro, e di una persona (vabbè, sveliamo subito il trucco: comunque c’ha una storia quindi niente da fare…).

Però, fidanzato o no, sarà pure la vacanza e il luogo magico, il caldo, la sabbia, la condivisione di tutto… sarà pure questo ma io il mio innamoramento africano me lo tengo stretto. Gli sguardi, le capriole sulla sabbia, l’emozione di un contatto fisico inaspettato… la sensazione dell’adrenalina che entra in circolo e dello stomaco che si chiude. E magari avrò interpretato pure male, ma mi ha fatto bene così. Anche se ora fa un po’ male.

con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia
ma colpisco un po’ a casaccio perché non ho più memoria

 

Maggio 10, 2007

Archiviato in: negliOcchi — moonlight @ 11:56 am

Un’immagine riflessa della mia personalità: un’altra capricorno che come me, scalpita e si arrabbia con quel pessimismo cosmico che ci contraddistingue quando la vita svelta nn ci dà quel che vogliamo con i tempi da noi decisi. Lei trasferita da poco a Roma, nel suo primo giorni di lavoro nn ha il trattamento che vorrebbe, il posto, il ruolo e gli impongono una fatica diversa dai suoi desideri. Ma è solo l’inizio..il primo giorno, forse qualche piccolo sforzo e poi tutto si risolve. Mi arrabbio nel sentire il suo dire “ho sbagliato a fare questo cambiamento, lo vedi qui com’è…” provo a raccontarle il mondo del precariato e la sua fortuna nel non farne parte…ma è tutto inutile. Sono infastidita, ma poi capisco perchè: è quel mio stesso modo ostinato di difendermi da chiunque mi voglia far notare un barlume quando io metto il broncio. Non c’è nessuno che possa farmi vedere che oltre al mio naso, il mio dolore, forse c’è qualcosa di bello. Sono chiusa, con le braccia strette al petto, pronta ad aggredire chiunque voglia dirmo che nn è così. 

E invece, la vita ha i suoi tempi e un pò d’accettazione ci vuole, anzi ti aiuta a far scorrere meglio quel tempo che sembra cristallizzarsi nei guai e nei dolori. Tanto è inutile sbattere i piedi e scuotere la testa, questo non cambia nulla. Il tutto e subito non esiste per nessuno e quando la vita ti chiama alla resistenza tanto vale farsene una ragione.

Questo specchio mi è servito per vedere meglio gli  spigoli della mia anima, l’ostinazione di volere quando e come dico io, quello che voglio io.

 

il sesso debole Maggio 9, 2007

Archiviato in: ilSessoDebole — oltreMi @ 10:10 am

ovvio che questo post non è riferito alle legittime proprietarie di questo blog, che pur non essendo sollevatrici di pesi, se la cavano benissimo.

Il titolo e la categoria si riferisce all’altro sesso, quello forte per definizione e debole per principio.

Di quelli indecisi che non se ne vanno, di quelli che ritornano, di quelli che non prendono responsabilità, di quelli che non sanno quello che vogliono. O che lo sanno ma cambiano spesso opinione.

E noi dobbiamo, noi siamo sempre quelle forti che devono reagire nella maniera giusta, non lasciare sopraffarsi dalla passione e resistere agli attacchi. Per evitare casini. Per non complicare la situazione. Per vivere tranquille. Per non gioire troppo prima e soffrire di più dopo.

 

Maggio 7, 2007

Archiviato in: Uncategorized — moonlight @ 4:01 pm

Un’altalena di emozioni…proprio quando penso di farcela poi ricado giù peggio che mai. Forse oggi ho sbagliato ad esprimere le mie vere emozioni con lui… ma perchè sottrarlo al mio dolore?Perchè fargli vedere che sono forte che vado avanti mentre muoio dentro? Per dignità? Orgoglio? Ho paura che per qs ruolo finisca per fargli pensare “bè vedi era pronta anche lei…” mentre io nn lo ero, nn lo sono, mi manca, lo rivorrei…Si lo so, nn è più lo stesso, tutto quello che è successo, un uomo a metà quello degli ultimi tempi..ma dentro di me c’è solo una voce che lo rivuole. Nella mia testa non avviene quel click. Il passaggio che tutti aspettano nn c’è. C’è tanto odio perchè c’è ancora amore. O dipendenza? La mia analista pensa sia questo e stasera mi massacrerà su questa mio persistere nel volere questa storia già finita da un pezzo….

 

volontà stammi vicina Maggio 5, 2007

Archiviato in: inCuffia — oltreMi @ 10:27 am

stamattina è una di quelle mattine in cui gli stivali magici fanno fatica a scacciare il grigio della pioggia.
Intanto pensieri random sul Genoano, sarà questa canzone che ho in cuffia, o le ricorrenze annuali.

Il testo è qui, le note per i redattori e l’mp3 in mail

volontà dove sei
quando incontro gli occhi suoi mi scappi vai
non ricordo il giorno in cui ci allontanammo
troppo presi dai miracoli che fai

e restiamo qui seduti
sopra i resti di un’antica civiltà
saccheggiate senza il prezzo di un biglietto
non mi avevi detto che
non sarebbe capitato ancora

volontà stammi vicina
quando parlano di lei mi scappi via
che fatica mentre tento inutilmente
di tornare sull’attenti
attento agli ordini che dai

un anno in più non cambia niente
io mi dimentico di te
ma torna a raccontarmi una bugia
un anno in più non cambia niente
un anno in più