Sono tornata in classe dopo qualche giorno di influenza. Prima di varcare la soglia, la collega C. mi blocca e segretamente mi bisbiglia che i ragazzi, incerti riguardo la mia presenza oggi, non sono molto preparati… (e poi si dice che noi insegnanti siamo cattivi…! =D). Con un sorriso la rassicuro e le dico che interrogherò solo volontari.
Chiaramente di volontari non ce ne sono, scopro dopo che i ragazzi mi hanno fatto le feste, si sono informati sulla mia salute e hanno richesto un racconto dettagliato e particolareggiato di quanto occorsomi in questi giorni, dal primo piccolo starnuto fino a ieri sera. “Siete tanto premurosi, d’accordo, ma prima o poi latino lo dovremo fare, oggi…”
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In un sussulto di bontà dichiaro che oggi correggeremo soltanto la versione, ma al ritorno dalle vacanze “le interrogazioni si abbatteranno su di voi [ormai rilassati iniziano a ridere fragorosamente] come il vento che squassa i cedri del Libano”, annuncio, a metà tra la Bibbia vera e Samuel L. Jackson in Pulp fiction. La fine della frase si perde tra le risate, e mentre, stupita dall’effetto, ribadisco la biblicità della mia frase e spiego brevemente il valore dei cedri del Libano nell’Antico testamento (così, per darmi un tono e fare la fine intellettuale), dal primo banco l’allieva I. mi chiede di ripetere. Non ha sentito bene l’ultima parte e se la vorrebbe scrivere. Lusingata nella vanità, mi accingo a ripetere, quando si sente una voce: “Così la mette sul blog!”. Io: “Ah, davvero?” I.:”….sì… ma ci sono anche le frasi dei compagni…” sussurra. In un ghigno amabilmente diabolico, la sfido: “Ok, te la ripeto se mi dai l’indirizzo” “…va bene…”!!!
AMICI! Qualsiasi studente si sarebbe fatto ripetere la frase da un compagno, soprattutto visto il prezzo, ossia un’odiata intrusione nella privacy! Ma la candida I. no!!! E ha rispettato il patto! Mi ha consegnato compunta un foglietto con l’indirizzo, dove è presente tra l’altro il suo cognome (ma io dico, ’ste ragazze…!).
Cori: “No, prof, no! Le foto no! Non guardi le foto!” (io chiaramente memorizzo per guardarle come prima cosa). Brividi freddi, sguardi terrorizzati degli (un tempo) allegri compagni.
Avrei dovuto forse dire che allora no, stessero tranquilli, non avrei guardato le foto?!? Ma perché mentire? Ho taciuto e, appena tornata a casa, il blog di I. di è spiegato luccicante e colorato sotto i miei occhi