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Come il vento che squassa i cedri del Libano Marzo 18, 2008

Archiviato in: daiBanchi — Jo @ 5:34 pm

Sono tornata in classe dopo qualche giorno di influenza. Prima di varcare la soglia, la collega C. mi blocca e segretamente mi bisbiglia che i ragazzi, incerti riguardo la mia presenza oggi, non sono molto preparati… (e poi si dice che noi insegnanti siamo cattivi…! =D). Con un sorriso la rassicuro e le dico che interrogherò solo volontari.

Chiaramente di volontari non ce ne sono, scopro dopo che i ragazzi mi hanno fatto le feste, si sono informati sulla mia salute e hanno richesto un racconto dettagliato e particolareggiato di quanto occorsomi in questi giorni, dal primo piccolo starnuto fino a ieri sera. “Siete tanto premurosi, d’accordo, ma prima o poi latino lo dovremo fare, oggi…” ;) .

In un sussulto di bontà dichiaro che oggi correggeremo soltanto la versione, ma al ritorno dalle vacanze “le interrogazioni si abbatteranno su di voi [ormai rilassati iniziano a ridere fragorosamente] come il vento che squassa i cedri del Libano”, annuncio, a metà tra la Bibbia vera e Samuel L. Jackson in Pulp fiction. La fine della frase si perde tra le risate, e mentre, stupita dall’effetto, ribadisco la biblicità della mia frase e spiego brevemente il valore dei cedri del Libano nell’Antico testamento (così, per darmi un tono e fare la fine intellettuale), dal primo banco l’allieva I. mi chiede di ripetere. Non ha sentito bene l’ultima parte e se la vorrebbe scrivere. Lusingata nella vanità, mi accingo a ripetere, quando si sente una voce: “Così la mette sul blog!”. Io: “Ah, davvero?” I.:”….sì… ma ci sono anche le frasi dei compagni…” sussurra. In un ghigno amabilmente diabolico, la sfido: “Ok, te la ripeto se mi dai l’indirizzo” “…va bene…”!!!

AMICI! Qualsiasi studente si sarebbe fatto ripetere la frase da un compagno, soprattutto visto il prezzo, ossia un’odiata intrusione nella privacy! Ma la candida I. no!!! E ha rispettato il patto! Mi ha consegnato compunta un foglietto con l’indirizzo, dove è presente tra l’altro il suo cognome (ma io dico, ’ste ragazze…!).

Cori: “No, prof, no! Le foto no! Non guardi le foto!” (io chiaramente memorizzo per guardarle come prima cosa). Brividi freddi, sguardi terrorizzati degli (un tempo) allegri compagni.

Avrei dovuto forse dire che allora no, stessero tranquilli, non avrei guardato le foto?!? Ma perché mentire? Ho taciuto e, appena tornata a casa, il blog di I. di è spiegato luccicante e colorato sotto i miei occhi ;)

 

Il primo giorno Maggio 26, 2007

Archiviato in: daiBanchi, hardjob, roma — Jo @ 7:45 am

Oggi primo giorno di malattia della mia carriera. Ho un normale raffreddore con febbretta, e tosse e mal di gola da qualche giorno, eppure la preside, quando c’ho parlato al telefono, mi ha detto di stare attenta alla polmonite. “?!?”. Lì per lì mi sono messa a ridere, perché c’è effettivamente una collega con la broncopolmonite, e ho detto qualcosa tipo: “Sì, una ne basta”. Invece lei era seria e mi ha detto di riguardarmi perché ci sono anche degli insegnanti della scuola media con la polmonite!

Poi, durante la telefonata, mamma ha iniziato a battere alla porta sbraitando perché voleva entrare a prendere la radio, e mi è sovvenuto, come direbbe Manzoni*, il racconto della mia amica Marta: chiama un tipo a casa loro, lei è al telefono con lui, casino di sottofondo. Il tipo chiede a Marta se si può un po’ “abbassare la televisione”, perché non sente bene, e Marta: “Certo!”. Poi si gira verso la famiglia: “VOLETE STARE UN PO’ ZITTI?!?”

*Nel Cinque maggio Manzoni scrive: “E dei dì che furono l’assalse il sovvenir”, ovverosia il ricordo, evidente francesismo da “souvenir”. A chi gli criticò la scelta, rispose: “Non mi è sovvenuto niente di meglio” (dopo questo racconto la mia alunna S. (sì, quella del Liverpool), tosta e polemica, ha commentato sonoramente: “Ha fatto bene!”)