Oggi primo giorno di malattia della mia carriera. Ho un normale raffreddore con febbretta, e tosse e mal di gola da qualche giorno, eppure la preside, quando c’ho parlato al telefono, mi ha detto di stare attenta alla polmonite. “?!?”. Lì per lì mi sono messa a ridere, perché c’è effettivamente una collega con la broncopolmonite, e ho detto qualcosa tipo: “Sì, una ne basta”. Invece lei era seria e mi ha detto di riguardarmi perché ci sono anche degli insegnanti della scuola media con la polmonite!
Poi, durante la telefonata, mamma ha iniziato a battere alla porta sbraitando perché voleva entrare a prendere la radio, e mi è sovvenuto, come direbbe Manzoni*, il racconto della mia amica Marta: chiama un tipo a casa loro, lei è al telefono con lui, casino di sottofondo. Il tipo chiede a Marta se si può un po’ “abbassare la televisione”, perché non sente bene, e Marta: “Certo!”. Poi si gira verso la famiglia: “VOLETE STARE UN PO’ ZITTI?!?”
*Nel Cinque maggio Manzoni scrive: “E dei dì che furono l’assalse il sovvenir”, ovverosia il ricordo, evidente francesismo da “souvenir”. A chi gli criticò la scelta, rispose: “Non mi è sovvenuto niente di meglio” (dopo questo racconto la mia alunna S. (sì, quella del Liverpool), tosta e polemica, ha commentato sonoramente: “Ha fatto bene!”)